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A rischio il business fotovoltaico

Published at: 12/apr/2010
risorsa: Il Sole 24 Ore
pubblicato da

Allarme sugli investimenti nelle centrali a fonti rinnovabili, soprattutto nel segmento dell’energia fotovoltaica. Mentre si parla di un “rischio bolla” per il peso che la corsa agli incentivi all’ecoenergia avrà sulla bolletta elettrica di tutti i consumatori, gli investitori frenano dopo le tre sentenze della Corte costituzionale sulle norme regionali che rendevano più semplice l’iter di autorizzazione delle centrali solari. L’Anie è in allarme: queste incertezze hanno spinto molte banche a congelare i finanziamenti.

Secondo la ricerca “Energia rinnovabile” , negli ultimi due anni le società dell’energia “verde” hanno condotto 389 operazioni industriali e investimenti. “Questi investimenti, indotti dagli incentivi più appetitosi al mondo, hanno posto l’Italia in testa per attrattività e come tasso di crescita nel segmento dell’energia pulita – osserva Alessandro Marangoni, docente alla Bocconi e coordinatore del gruppo di ricerca dell’Althesys – con impegni per 6,5 miliardi di euro che hanno portato 4.127 megawatt di nuovi impianti”.

I segnali fanno presagire un blocco degli investimenti. Un indicatore viene dalle sentenze 119, 120 e 124 della Corte costituzionale nelle quali sono state dichiarate incostituzionali le leggi regionali con cui Puglia e Calabria facilitavano le autorizzazioni. “ In Puglia le banche hanno già da qualche settimana sospeso le pratiche di finanziamento per quei progetti per i quali era prevista solamente la denuncia di inizio attività (Dia)”, afferma l’Anie. “Rischia di essere danneggiato l’intero sviluppo del mercato, mettendo in serio pericolo i 17mila posti di lavoro creati finora”.

Secondo Andrea Gemme, presidente dell’Associazione energia dell’Anie, “l’industria fotovoltaica ha già pianificato per il solo 2010 oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti che porterebbero alla creazione di almeno 3mila nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera. Investimenti che a causa dei pronunciamenti della Consulta saranno rallentati, se non bloccati”. Altri motivi di freno vengono dall’incertezza sui futuri incentivi (di sicuro più bassi) e dal fatto che non ci sono ancora linee guida nazionali sugli impianti fotovoltaici attese dal 2003.

Tuttavia la corsa agli impianti indotta dai sussidi – avvertiva Luciano Barra, del ministero dello Sviluppo economico – inonda le regioni di richieste di autorizzazione intasando gli iter autorizzativi. Oggi ci sono domande per allacciare alla rete elettrica 75mila megawatt di impianti eolici e 10mila megawatt fotovoltaici.

Secondo i calcoli dell’Enea. L’entità complessiva dell’incentivazione in futuro dovrebbe aggirarsi sui 3,5 miliardi l’anno, e per Arrigo Burello, vicepresidente dell’Assolterm e presidente del Cisert, i sussidi sono sbilanciati a favore del fotovoltaico quando si potrebbe aiutare un maggiore ricorso all’energia pulita ricavata dei panelli solari termici (quelli che producono acqua calda e non elettricità), con un risparmio notevole sulle bollette degli italiani.


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